Etica

Nello svolgimento di una professione non viene in rilievo esclusivamente la norma giuridica che disciplina, più o meno puntualmente, l’attività. Per portare avanti in maniera seria una attività occorre anche avere presenti ed applicare norme etiche e deontologiche. 

Un professionista che svolge una pluralità di attività può dover rispondere a diverse norme deontologiche. Tale pluralità di norme deontologiche potrebbero porre limiti o escludere l’esecuzione contemporanea o immediatamente successiva delle diverse attività anche al di là di quanto imposto dalle fonti giuridiche.

Questo è il caso delle attività di revisione condominiale e di amministratore condominiale. Il fatto che l’amministratore condominiale sia anche revisore condominiale è una garanzia in più per gli amministrati poichè il professionista ha una maggiore consapevolezza, cura, ed attenzione dei propri doveri; ma è palese che un amministratore non possa svolgere una revisione della propria attività, quindi non possa accettare una richiesta di revisionare la propria stessa opera. Del pari è deontologicamente ovvio che l’attività del revisore condominiale non possa concretizzarsi in una attività tesa a perseguire la finalità di conseguire un incarico di amministratore condominiale per il medesimo edificio. 

Ciascuna attività ha proprie specificità e vi possono essere norme deontologiche e giuridiche diverse. Nel caso dell’amministrazione condominiale non vi è alcuna controindicazione all’eventualità che un amministratore svolga il proprio incarico in un condominio ove sia proprietario; anzi, la presenza nello stabile, o comunque il diretto interesse dell’amministratore ad un buon andamento della gestione sono chiare garanzie se associate alla qualifica di professionista dell’amministratore. L’art. 1129 c.c. sembra guardare con favore la nomina di un condomino ad amministratore, ed anticamente nei regolamenti condominiali appariva del tutto normale procedere alla nomina dell’amministratore interno, indicando invece la nomina di un esterno come un’eccezione. Per contro la presenza di interessi personali diretti o indiretti nella revisione dell’operato di altro amministratore pone seri ed importanti interrogativi sull’effettiva indipendenza dell’attività. Per tanto, è da escludersi che un condomino o chi abbia famigliari nel condominio possa svolgere professionalmente l’attività di revisore condominiale. 

Nelle pagine che seguono si riportano codici deontologici relativi alle attività portate avanti dall’amministratore Francesco Ristori Monaco.