Una sentenza in ambito di responsabilità dell’avvocato interessante anche per l’amministratore

Ciò che viene affermato nella sentenza della Terza Sezione Civile della Suprema Corte di Cassazione n. 28629/2019 viene affermato per in riferimento alla professione forense, è di fatto valido per qualsiasi professione:

Le obbligazioni inerenti all’esercizio dell’attività professionale sono, di regola, obbligazioni di mezzi e non di scopo, in quanto il professionista, assumendo l’incarico, si impegna a prestare la propria opera per raggiungere il risultato desiderato, ma non a conseguirlo. Pertanto, ai fini del giudizio di responsabilità nei confronti del professionista, rilevano le modalità dello svolgimento della sua attività in relazione al parametro della diligenza fissato dall’art. 1176 secondo comma cod. civ., che è quello della diligenza del professionista di media attenzione e preparazione.

La pronunzia cui ci si riferisce è relativa ad un avvocato che non ha compiuto atti interruttivi della prescrizione. Al netto del dibattito esistente sul fatto che la responsabilità dell’amministratore sia quella del buon padre di famiglia o quella più elevata del professionista (quest’ultima interpretazione è quella a cui lo scrivente aderisce), comunque, questo è valido anche per l’amministratore di condominio.

Questo sito non usa direttamente cookies, ma alcune terze parti possono utilizzare cookies e raccogliere informazioni su chi naviga su questo sito.

1
Benvenuto! Sentiti libero di contattarmi via Whatsapp!
Powered by