Un DDL conferma anche in altri ambiti la rotta tracciata dalla riforma del condominio in tema di animali

La notizia lanciata dall’Agenzia ANSA nella sezione ambiente del proprio sito e dalla stessa agenzia definita “choc” non può stupire più di tanto chi conosce il diritto condominiale che ha fatto in qualche misura da apri pista. 

A quasi tutti gli amministratori capita qualche volta di dover rispondere a condomini che si lamentano della presenza di animali domestici in condominio, magari appellandosi ad una norma del regolamento condominiale che ne vieterebbe la presenza. Risulta spesso molto difficile far capire che, in seguito alla riforma del condominio del 2013, è entrata nell’ordinamento italiano una norma imperativa (e quindi non derogabile) che consente agli animali da compagnia e d’affezione di vivere serenamente in condominio. A volte è quasi impossibile far comprendere che, in forza di tale riforma, la norma del regolamento condominiale a cui il condomino si appiglia ha perso totalmente di efficacia ed è inapplicabile.

Ma per chi ha presente questa novità introdotta nell’ordinamento ormai sei anni fa, non stupisce che il nostro Paese vada in direzione di riconoscere sempre più spazio agli animali che, progressivamente, vengono riconosciuti come esseri senzienti e cessano di essere trattati da oggetti.

Sono progressivamente destinati a sparire i cartelli di divieto di accesso ai cani. Un disegno di legge a prima firma Patrizia Prestipino ed assegnato alla Commissione Giustizia della Camera mira a vietare di impedire l’ingresso degli animali anche negli esercizi pubblici, e tra questi nelle scuole, nei ristoranti e nei “luoghi di culto”.

Il disegno di legge mira ad introdurre nel codice civile norme che riconoscono agli animali il diritto alla vita, il diritto alla salute, il diritto a condurre una esistenza dignitosa e compatibile con le proprie caratteristiche etologiche.

In tale normativa che potrebbe essere in futuro vigente in Italia si pensa anche ai casi di separazione e divorzio della famiglia presso cui gli

animali vivono prevedendo l’affidamento dell’animale domestico in via esclusiva al coniuge che ne garantisce il miglior benessere psicofisico ed etologico, ferma restando la possibilità di affidamento condiviso.

Ovviamente, in questa sede, va ribadita la necessità di contemperare i diritti degli animali con i diritti degli umani, e quindi il dovere da parte dei detentori di animali di fare in modo che la convivenza nel condominio sia sempre improntata al rispetto e non sia causa di problemi e fastidi ai vicini.

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