Le nuove alluvioni sul nostro territorio suscitano interrogativi

L’immagine della chiesa seicentesca distrutta nel territorio di Campo Ligure è l’immagine simbolo di questi giorni e dell’alluvione che ha colpito una parte del genovesato e l’alessandrino. Un monito per tutti sulla fragilità del territorio e del nostro patrimonio storico, ma anche sulla fragilità del nostro patrimonio edilizio.

Guardando a quell’immagine, però, ci si pone interrogativi significativi sulla recente proposta di legge tesa ad obbligare i condomini ed in generale gli edifici ad assicurarsi da eventi catastrofali. Può sicuramente essere giusto ritenere che la collettività non debba pagare i danni subiti da un privato per eventi calamitosi, partendo dall’assunto che dovrebbe essere onere del privato proteggersi da simili evenienze e cercare di fare in modo che il proprio patrimonio non abbia a risentirne. Ma siamo davvero sicuri che l’attuale situazione sia colpa dei privati o comunque sia tale per cui un privato possa difendersi da solo?

L’immagine riguarda un bene culturale distrutto da una frana, un bene culturale che come tale doveva essere preservato dal settore pubblico che non è riuscito a proteggerlo dalla calamità, disponendo sicuramente di risorse più ingenti dei privati.

Ci si deve domandare quali siano le cause dell’attuale stato di particolare fragilità (e pericolosità) del territorio. Ed è scontato che vi siano fattori che dipendano anche dal settore pubblico. A citare l’eccessiva cementificazione del territorio si potrebbe arrivare ad additare coloro che vivono nelle case che, probabilmente, andrebbero abbattute come responsabili. Ma se anche fosse così perchè tutti si dovrebbero assicurare per colpa di una parte? E vogliamo forse negare che se le case sono dove non dovrebbero qualcuno le ha autorizzate o non è intervenuto di fronte ad un abuso?

A citare la deforestazione e la mancanza di alberi e radici a trattenere il terreno, si potrebbe fare un discorso analogo: chi lo ha permesso? Chi non ha vigilato? E davvero non ci sono terreni pubblici che possono avere responsabilità?

L’Assicurazione condominiale obbligatoria è cosa buona e giusta per costringere i condomini a non sottovalutare i rischi e l’importanza della copertura assicurativa, ma quella relativa ad eventi catastrofali davvero deve essere resa obbligatoria in un contesto simile? Un contesto nel quale, per altro, abbiamo un governo che da una parte dichiara e mostra di sapere l’importanza del verde per la lotta ai cambiamenti climatici e dall’altra si dimentica nella penna il rinnovo del bonus verde? Forse sarebbe il caso di rifletterci meglio.

Intanto questa immagine non deve monopolizzarci la mente e farci dimenticare le vittime del maltempo. Il caso del taxista morto in quella stessa alluvione è stato da qualcuno rubricato come “morte sul lavoro”, ma forse è molto più di questo: è morte in guerra, la guerra insensata in corso ormai dall’era industriale tra uomo e natura in cui la natura è destinata a vincere. Una guerra che aveva forse un senso combattere quando l’energia fossile era l’unica possibile, ma che andrebbe rivista oggi alla luce delle nostre attuali potenzialità tecniche, una guerra per la quale sarebbe bene firmare un armistizio prima che sia troppo tardi.

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