Il conflitto di interesse del delegato non si estende al rappresentato

Ci sono casi nei quali un condomino delega all’assemblea di condominio un altro condomino o un soggetto terzo che si auto-vota come potenziale nuovo amministratore. In casi come questo, c’è chi ritiene che sussista un conflitto di interessi tale da viziare la delibera di nomina dell’amministratore stesso. Un caso come questo, è stato recentemente oggetto di una pronuncia da parte della corte d’appello di Genova.

Nella causa civile d’appello contro la sentenza del Tribunale di Genova del 07.01.2015 n. 22, la Corte d’Appello in una sentenza del 05.02.2019, ha affermato che, una eventuale impugnazione della nomina dell’amministratore basata sul menzionato conflitto di interesse è infondata “a fronte del principio ribadito dalla giurisprudenza di legittimità e richiamato dal Tribunale nella motivazione della sentenza impugnata per il quale in caso di conflitto di interessi tra un condomino e il condominio, qualora il condomino confliggente sia stato delegato da altro condomino ad esprimere il voto in assemblea, la situazione di conflitto che lo riguarda non è estensibile al rappresentato aprioristicamente, ma soltanto quando si accerti in concreto che il delegante non era a conoscenza di tale situazione, dovendosi, in caso contrario, presumere che il delegante, nel conferire il mandato, abbia valutato anche il proprio interesse – non personale ma queale componente della collettività – e lo abbia ritenuto conforme a quello portato dal delegato”. 

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