Sentenza della Corte d’Appello di Brescia ritiene che la convocazione possa essere mandata via mail, ma appare essere un errore

La corte d’Appello di Brescia, con sentenza datata il 7 Dicembre 2018 (4/2019) ha ritenuto possibile per l’amministratore trasmettere le convocazioni a mezzo di posta elettronica ordinaria se questa è la volontà espressa anche dal condomino. Il giudice di merito ha preso per buona la convocazione via mail ordinaria perché “ha rispettato le forme indicate dal condomino” pur riconoscendo che “è corretto ritenere che unico strumento equipollente alla raccomandata indicata dalla disposizione di legge è la comunicazione PEC”.

Tuttavia, ad avviso di chi scrive, è improbabile che, qualora si vada in Cassazione, una simile sentenza possa passare il vaglio di legittimità. Non solo la PEC, come ammette la stessa pronuncia di Brescia, “è l’unico strumento equipollente alla raccomandata”, ma è anche uno strumento espressamente indicato nell’Art. 66 disp. att. c.c. tra gli strumenti che la legge ammette per la convocazione; elenco nel quale la semplice mail ordinaria non compare assolutamente.

Non va poi sottovalutato un altro aspetto della questione, per altro espressamente ricordato a Brescia: “posto che solo con tale modalità [la PEC ndr] perviene al notificante un messaggio di accettazione e consegna dell’avviso”. Non appare chiaro come possa essere possibile al Presidente di Assemblea verificare la regolarità della convocazione se si usa a questo fine la mail ordinaria.

Al momento non risulta in alcun modo possibile procedere a convocazione con modalità diverse rispetto a quelle espressamente codificate nell’Art. 66 disp. att. c.c.. Se, però, la pronuncia bresciana dovesse essere il primo passo verso una riforma della convocazione, sarà interessante vedere come il legislatore risolverà il piccolo problema della certezza della convocazione e del rispetto dei termini per la convocazione stessa.

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